Le basi dell'Email Marketing - Parte 2 - Nelson Ferrigno
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Le basi dell’Email Marketing – Parte 2

Migliora la tua comunicazione digitale con l'Email Marketing!

Le basi dell’Email Marketing – Parte 2

Nella prima parte di questa serie abbiamo affrontato aspetti molto importanti dell’email marketing. Abbiamo parlato dei vantaggi di questo sistema, delle applicazioni tipiche e degli elementi che lo caratterizzano! In questo articolo vedremo esempi pratici delle tecniche che abbiamo introdotto. Sei pronto?

 

Scegliere una piattaforma di email marketing

Il primo dilemma che dovrai affrontare è decidere a che sistema affidarti. Ne esistono molti e si differenziano per le caratteristiche e i piani che offrono: alcuni hanno interfacce grafiche per organizzare i percorsi di Automation, altri permettono un certo numero di invii gratuiti. Per questo articolo ho preso in esame due piattaforme tra le più famose!

Iniziamo con MailChimp, una scelta tipica soprattutto per iniziare. Il vantaggio principale è la presenza di un piano Forever Free che mette a tua disposizione quasi tutte le funzionalità della piattaforma gratuitamente. L’unico inconveniente? Massimo 2000 contatti e 12000 invii annuali. Per alcune realtà non è certo un problema! Espandere questi limiti non è molto costoso e i piani scalano a seconda del numero di iscritti. Esiste anche un add-on enterprise con funzionalità particolari come segmentazione avanzata e reportistica complessa.

Ecco i 3 piani proposti da MailChimp:

 

La seconda piattaforma di email marketing che ti presento è GetResponse. A differenza della prima, non ha un piano gratuito e parte da un pacchetto base di 12 €/mese per una lista di 1000 contatti. GetResponse è un sistema particolarmente “grafico”: la gestione dei percorsi di automation, ad esempio, si fa attraverso una sorta di tavola su cui puoi collegare ogni mail a tag e follow-up da te definiti sulla base delle azioni dell’utente. Le caratteristiche di questa piattaforma la rendono adatta a chi ha già un business avviato e vuole un servizio più completo.

Questi sono i piani proposti da GetResponse:

 

Non voglio dirti quale prodotto scegliere perché in realtà nessuno dei due è superiore all’altro! Recentemente MailChimp ha anche aggiunto la funzionalità interna di creazione delle landing page, che GetResponse aveva già. Se sei all’inizio della tua attività di email marketing, ti consiglio di partire con MailChimp per limitare i costi ma ti confesso che con GetResponse lavoro più velocemente. A te la scelta!

Per mostrarti le tecniche e le best practice, in questo articolo ho deciso di utilizzare MailChimp. Ho creato un nuovo account e inserito uno dei miei indirizzi mail come contatto. È il momento di vedere in pratica come si fa email marketing!

 

Gestire le liste

Come detto nell’articolo precedente, le liste sono gli insiemi che contengono i contatti. Sono composte da campi, i dati del singolo iscritto. Quali informazioni sono necessarie? A livello teorico, solo l’indirizzo mail. In realtà, la risposta dipende dall’obiettivo con cui raccogli i contatti! Questa è la lista che ho creato e che ho chiamato “Newsletter”:

Come puoi vedere, l’iscritto è caratterizzato dai due campi principali EMAIL e NOME. Ho deciso di dedicare questa lista a chi si iscrive alla mia newsletter e mi sono chiesto quali campi fossero necessari. Per spingere gli utenti a compilare il form, sul mio sito offro una checklist gratuita che viene inviata dopo l’iscrizione. Rispondi nella tua mente a questa domanda: cosa saresti disposto a dirmi di te per avere questa checklist?

Avrei potuto chiedere qualsiasi informazione! Posizione lavorativa, cognome, numero di telefono, azienda… Ma avrebbe avuto senso? Probabilmente non per un lead magnet (un contenuto gratuito) relativamente semplice. Ovviamente un contatto composto solo da mail e nome non è particolarmente qualificato! Non ho abbastanza informazioni al momento per andare oltre le newsletter. Ma posso ricavarle nel corso del tempo e, intanto, ho acquisito facilmente un iscritto!

Ricordati questa semplice regola: più informazioni chiedi (soprattutto se personali, come il numero di telefono) meno persone compilano i tuoi form.

Ho chiesto il nome per rendere le mail più personali. Più avanti nell’articolo vedrai una bozza di messaggio in cui il campo NOME viene pescato automaticamente e utilizzato nel testo. Un bel modo per rendere più “umane” e amichevoli le conversazioni, non credi?

Può essere utile creare diverse liste, basate su contatti con campi particolari o raccolti utilizzando precisi lead magnet. Ma ogni lista si può gestire anche attraverso segmenti e gruppi perciò non è sempre necessario aprirne una nuova!

 

Verificare la validità dei contatti

L’email marketing ha un costo. A volte dipende dal numero degli invii, altre volte dal numero dei contatti. Saresti contento di avere nelle tue liste indirizzi sbagliati o che non funzionano? Purtroppo questo problema è frequente! Come puoi gestirlo nel modo migliore?

Partiamo dal primo aspetto che va valutato: come raccogli i dati degli utenti. Può essere un form di contatto su una landing page, un trasferimento di informazioni durante una transazione sul tuo e-commerce o magari un Lead Ad su un social network. In certi casi i campi vengono compilati automaticamente senza che l’utente debba inserire le informazioni: oltre ad aumentare il numero di iscritti, questa tecnica diminuisce il rischio di errori!

Quando i campi vengono compilati manualmente, è probabile che un errore di battitura porti a un indirizzo mail sbagliato. Per evitare di iscrivere un contatto a cui non arriveranno mai i nostri messaggi (che però conteranno come inviati) possiamo utilizzare il double opt-in! Questo metodo consiste nel chiedere conferma all’utente prima di iscriverlo definitivamente alla mailing list, solitamente con una mail contenente un pulsante o un link di attivazione. Se non viene ricevuta alcuna conferma, il contatto non viene iscritto nella lista anche se ha compilato il form!

E se il contatto è valido ma non ha visto la mail di conferma? Sono sicuro che un utente in attesa del suo lead magnet difficilmente non noterà il messaggio in arrivo! Se veramente non l’ha notato, quante altre tue mail pensi che aprirà in futuro?

Parentesi doverosa: il double opt-in non è solo un modo efficace per qualificare la tua lista, è anche l’unico modo legale per farlo. Infatti nessun contatto ottenuto tramite questo metodo ti potrà mai accusare di averlo iscritto alla tua mailing list a sua insaputa! E, avendo effettuato un’azione attiva per confermare l’iscrizione, sarà probabilmente interessato a ciò che invierai in seguito.

Per utilizzare il metodo del double opt-in, devi semplicemente attivarlo e creare le mail di conferma. Nel caso di MailChimp, tutte queste operazioni si fanno all’interno della gestione delle liste, nelle impostazioni e nella sezione di creazione dei form.

 

Creare un percorso di Automation

È arrivato il momento di creare il tuo primo percorso di Automation! Come dice il nome stesso, si tratta di una sequenza di mail automatizzate sulla base di determinati eventi. Torniamo all’esempio della mia lista: voglio aumentare il numero di iscritti alla mia newsletter e quindi offro un pdf gratuito da scaricare. Quale potrebbe essere un percorso di Automation appropriato?

Questa è la sequenza che ho creato su MailChimp:

 

Ho deciso di inviare una mail con il link per il download del contenuto appena l’utente si iscrive. È intitolata “Download PDF” (non ti preoccupare, non è l’oggetto ma solo un titolo interno alla piattaforma) e il trigger, l’evento scatenante, è l’ingresso di un iscritto nella mailing list. Molto semplicemente, appena un utente conferma l’iscrizione riceve questa mail e può scaricare il lead magnet.

La seconda mail parte 2 giorni dopo il momento in cui l’utente clicca su uno specifico link del primo messaggio. Ovviamente si tratta del link di download del contenuto! In questa mail suggerisco all’iscritto la lettura di due articoli del mio blog, coltivando la relazione iniziata con il messaggio precedente. A questo punto il percorso di automazione finisce: è una sequenza molto semplice che si potrebbe espandere in tanti modi, ad esempio creando segmenti o usando tag. Ed è un modello tipico che puoi riproporre sul tuo sito, anche in caso di acquisto di un prodotto: prima mail con i ringraziamenti, seconda mail con suggerimenti di utilizzo.

 

Creare mail efficaci

Il successo della tua strategia di email marketing dipende dalla qualità delle mail che invii. Sono chiare? Facili da consultare? Con call to action precise? Queste semplici domande ti aiutano a focalizzare l’attenzione sull’elemento più importante: la user experience. Quando ti prepari per mandare una mail devi avere un obiettivo in mente e realizzarla nel modo migliore per raggiungerlo!

Ti mostro una parte del primo messaggio del percorso di Automation che abbiamo analizzato:

 

Lo scopo di questa mail è ringraziare l’utente per l’iscrizione e provvedergli il link per il download del contenuto. Colori e design sono scelti apposta per raggiungere questo obiettivo! Non ci si può confondere, se vuoi scaricare il pdf devi cliccare sul bottone. La parte di mail che non vedi include i contatti social e altre informazioni, che l’utente vede solo se continua a leggere il messaggio.

Nella parte destra dell’immagine puoi vedere le informazioni sull’invio della mail. Grazie allo specifico campo della lista, il destinatario è chiamato per nome e la stessa personalizzazione appare nella prima parte del testo (dove vedi << Test Nome >>). Per mantenere ancora più colloquiale e diretto il tono del messaggio, anche il mittente è un nome! Quando è possibile, applica questo approccio piuttosto che scegliere mittenti come “Amministrazione”, “Customer Care” o “Info”.

L’oggetto è un aspetto molto importante della mail. Innanzitutto cattura l’interesse del lettore tra la marea di messaggi, newsletter e spam che ogni giorno riempie la sua casella di posta elettronica. E poi è un elemento che i filtri prendono in considerazione per decidere se collocare la mail nella posta in arrivo o in quella indesiderata!

Come puoi evitare che il tuo messaggio venga considerato spam? Principalmente non utilizzando nell’oggetto parole come “gratis”, “guadagnare”, “vinci” e simili. In realtà, molto dipende dal contesto però questi vocaboli sono trigger ideali per i filtri. In questo articolo c’è una lunga lista di parole potenzialmente a rischio, valuta se utilizzarle o meno. È uno di quei casi in cui fare dei test periodici!

Il testo di anteprima è un breve messaggio che viene visualizzato dopo l’oggetto. Se non lo inserisci, il client di posta lo “pesca” automaticamente dal testo della mail. Nell’esempio che vedi, ho personalizzato questa anteprima per creare aspettativa sull’effetto che avrà aprire il messaggio e scaricare l’ebook. Usalo per dare ulteriori motivi al contatto per aprire la tua mail!

 

Best practices per un’attività di email marketing efficace

Di seguito ti riporto una lista di consigli da ricordare quando gestisci le tue attività di email marketing. Di alcune cose abbiamo già parlato, altre sono molto intuitive. Dunque:

 

– Utilizza i segmenti sulle liste per migliorare il target delle tue mail

– Mantieni l’oggetto più breve di 50 caratteri per ottimizzare la visualizzazione da mobile

– Utilizza un nome mittente personalizzato

– Personalizza l’oggetto con informazioni sul contatto

– Testa giorni e orari diversi per scoprire i momenti migliori per il tuo pubblico

– Non esagerare con maiuscole e punti esclamativi nell’oggetto

– Prova diversi stili di oggetto: numeri, senso d’urgenza, domande, call to action

– Crea sempre un testo per l’anteprima

 

Il tuo turno

Siamo giunti alla fine di questa guida in 2 puntate sull’email marketing! Ricordati di tenere in mente i consigli che hai letto e, soprattutto, testa le tue idee per basare sui dati le tue scelte. Ora è il tuo momento: apri un account sulla piattaforma che preferisci ed espandi la tua comunicazione digitale!

 

Appuntamento al prossimo articolo!

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